Modotto nel 1500-1600

I primi dati che consentono di conoscere la consistenza  numerica della popolazione di Moruzzo risalgono all'anno 1578.

Vi aveva provveduto la Repubblica di Venezia dividendo i cittadini in due categorie: erano da fatti gli uomini dai 18 ai 60 anni, inutili coloro che per sesso, età, malattie o altro non risultavano idonei ai fini militari, cioè alla formazione delle cernide. Risultava che Moruzzo, ad esclusione di Modotto, contava 293 abitanti: 43 da fatti e 250 inutili.

Fu il pievano Giov. Battista Garzolini a curare, durante il suo ministero (1617-1657) il primo vero censimento della popolazione. Nella rilevazione del 8 maggio 1654 egli conta 94 fuochi (ndr. intesti come 'famiglie' o meglio 'focolai domestici') che raccolgono 668 persone, delle quali se ne contano 15 a Modotto, per un totale di 109 componenti, mentre nel vicino Podere vi sono 2 famiglie che contano 15 membri.

Partendo dalla documentazione d'archio, risalente alla prima metà del 1600, si riscontra che nell'insediamento abitativo sul territorio di Moruzzo e quindi di Modotto sono coesistiti agglomerati compatti, come Pegoraro e Tampognacco, e numerosissime abitazioni isolate, dette case sparse (masserie, fattorie, casali, colonie) perpetuando tale distribuzione fino ai giorni nostri.

Il 12 agosto 1645 è una data nella quale il patgriarca di Aquileia concede licenza di ricostruire la chiesa di S. Tomaso di Moruzzo e quella di S. Eurosia di Modotto.

majat.it
  Come raggiungerci  Link  Scrivici  Il sito  Credits  Copyright