Specie commestibili

Coprinus Comatus

L'Italia e in particolare il Friuli sono zone dove possono essere reperite numerose specie commestibili.

La prima regola da applicare è di avere l'assoluta certezza che la specie raccolta sia commestibile e, come suggerisce qualcuno: "nel dubbio astieniti". Paradossalmente alcune specie carnose e invitanti si rilevano immangiabili, da rifiutare per l'odore o tossiche; altre meno invitanti sono invece ottime. Ad esempio il Coprinus Comatus che vediamo qui in foto non è molto invitante e nella scala gastronomica qualcuno lo considera uno dei migliori funghi commestibili.

Per commestibile si intende che il fungo è mangiabile; nella scala dei valori troviamo poi buono, ottimo ed ecellente.

La maggior parte dei funghi commestibili sono qualificabili 'buoni' o semplicemente 'commestibili'; si tratta di una definizione approssimativa che viene attribuita al fungo in quanto ci sono funghi ottimi, buoni e commestibili che trovano valutazioni diverse da persona a persona.

Coprinus Atramentarius
Chiodino (Armillariella Mellea)

Un'altra regola molto importante è di raccogliere preferibilmente esemplari giovani e consumarli entro le 24 ore conservandoli al fresco. Come per qualsiasi altro alimento, se il fungo deteriora non è più mangiabile e alla fine può diventare tossico. Il Coprinus Comatus che qui prendiamo nuovamente ad esempio, va consumato fresco o cotto dopo aver ruotato e buttato il gambo. Il micofago deve accertarsi che le lamelle siano integre e di colore bianco; se si  presentano di color rosa o nere il fungo è da scartare perchè in fase di decomposizione.

La terza regola è di non ingerire funghi in modo eccessivo. Negli ultimi anni è stato notato un aumento di allergie a numerosi alimenti, inclusi i funghi. Alcuni funghi contengono sostanze particolari come ad esempio il Coprinus Atramentarius che, se viene consumato insieme all'alcool può provocare rash cutanei (effetto 'Antabus').

I funghi, seppur comestibili, non sono da tutti graditi o digeriti e la cosa migliore da farsi è evitare di insistere con le persone che non condividono la nostra passione e che, se mangiano pochi funghi in genere nella loro vita, sono a maggior rischio di incompatibilità o allergie.

Uno dei funghi più diffusi in tutto il Friuli Venezia Giulia, rintracciabile anche in zona collinare, è senz'altro il conosciutissimo chiodino (Armillariella Mellea). Questo fungho va prebollito per un paio di minuti; l'acqua va buttata e poi può essere cotto trifolato. Infatti da crudo presenta alcune tossine.

Clitocybe Nebularis

Clitocybe Nebularis

Una specie molto diffusa e poco gradita all'Autore è la Clitocybe Nebularis, detta anche nebbiolino a causa del colore grigio chiaro che ricorda la nebbia. Per quanto alcuni raccoglitori la preferiscano ad altri generi, presenta un odore e un sapore al limite del disgustoso e pertanto, siccome ad alcuni provoca disturbi gastrici, va evitata.

Si tratta di un fungo che attrae in quanto è voluminoso, carnoso e robusto;  si presenta in cerchi piuttosto vasti e per questo richiama facilmente l'attenzione. Si trova nei boschi nel tardo autunno.

Tra i funghi ottimi ed ecellenti segnalati n zona ricordiamo: varie specie di Boletus, incluso l'Aestivalis. alcuni tipi di Lycoperdon, numerose Russule, la Agrocybe Aegerita e diversi tipi di Lepiota, tra le quali la più diffusa è la naucina. Alcuni cercatori hanno trovato anche la Lepiota Procera, anche se personalmente ritengo che forse c'è stata qualche confusione con qualche altra specie simile più piccola. Diversi anni fa ho raccolto anche l'Amanita Caesarea, mentre più diffusa appare l'Amanitopsis Vaginata.

Infine sono state trovate specie di Agaricus, Pleurotus, Collibye e Morchelle, Lattari e Russule.

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