L'habitat della zona collinare è piuttosto variegato: c'è una alternanza di prati stabili, macchie boschive, querceti, acace e altre piante.
Tra le specie velenose la più temibile è la mortale Amanita Phalloides, che fortunatamente non è diffusissima.
Altri ritrovamenti riguardano perlopiù specie non commestibili o sospette.
Sebbene ad alcune persone piaccia la Clitocybe Nebularis, che si presenta con una carne spessa e robusta, a mio parere questa è da respingere anche perchè molte persone hanno accusato disturbi dopo averla ingerita, specialmente se poco cotta.
In linea di massima è da evitare i funghi piccoli e di colore bianco, potrebbe trattarsi di una tossica Clitocybe bianca oppure anche di una piccola Lepiota.
C''è poi la diffusa Mycena pura, che ha un colore rosa più o meno vivace, e odora di rapa, anch'essa tossica.
Alcuni prataioli della specie Agaricus Xhantoderma possono trarre in ingnanno ed essere confusi con i prataioli commestibili.
In linea di massima è utile seguire alcuni consigli per non soffrire a causa di un avvelenamento di funghi:
- evitare la raccolta di funghi che non si conoscono
- in caso di dubbi rivolgersi ai servizi sanitari che devono disporre di un ispettore Micologo
- non fidarsi della sola corrispondenza fotografia e, per analizzare un fungo, verificare tutte le caratteristiche fin nei minimi dettagli: dimensione, colore, statura, decorazioni
- in caso di minimo dubbio è meglio astenersi anche se il fungo è invitante: molti funghi invitanti sono velenosi, altri meno invitanti invece sono commestibili o innocui
- non accettare funghi a pezzi o interi forniti da persone sconosciute anche se affermano di essere "esperte"; nella maggior parte dei casi non lo sono.
- frequentare corsi specialistici presso Associazioni Micologiche