L'Autonomia di Modotto

Modotto, sebbene facente parte della unità amministrativa-ecclesiastica e civile di Moruzzo, si considera separatamente in omaggio ai diritti ed autonomie locali di cui tale villa o borgata aveva sempre goduto, sia durante il governo del patriarcato di Aquileia che sotto il dominio della repubblica di Venezia.

Le autonomia locali furono sancite nel passato da alcuni Statuti del 1460, che ricordiamo sono pubblicati nel latino dell'epoca nel saggio storico di Vincenzo Joppi "Il Castello di Moruzzo ed i suoi Signori", ed. Tipografia del Patronato, 1895.

E' ancora oggi comune il modo di dire che evidenzia tale distinzione, se i paesani così si esprimono: vado e/o sono in Calcina, Muriacco, Tampognacco e  nelle altre borgate, ma: vado e sono a Modotto (come a Fagagna, Villalta, Udine e via dicendo).

Ancor oggi Modotto si mantiene una certa autonomia non più amministrativa, legata perlopiù alle feste, manifestazioni, gite e altro che il borgo organizza da molti anni. (vedi Feste e Gite).

(tratto da Moruzzo e la sua Pieve, di Primo Fabbro)