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Palazzo Tacoli

Situato nel pecorso Comunale Stringher-Tacoli, sito n. 23 "Villa Tacoli"

Il portale sulla strada costituisce la prima quinta prospettica a inquadrare la costruzione (foto 1).

Segue il cancello di ingresso (foto 2) sullo sfondo il corpo centrale: al piano terra avvolto dal verde, passaggio naturale da giardino a dimora; negli altri due piani con porte e finestre in pietra, distribuite con semplice ed equilibrata composizione (foto 3).

I Conti Ottelio (vedi simbolo del Casato, foto 5, pietra di posa del palazzo, foto 6) utilizzarono le fondamenta di un fortilizio facente parte del sistema difensivo del castello di Brazzacco per edificare, nel Settecento, la villa: sono ancora visibili nel seminterrato le robuste murature a barbacane, a sostegno dell'odierno giardino.

Da qui il Conte Tommaso Ottelio partì nel 1812 per seguire l'armata napoleonica nella campagna di Russia. Dato per disperso, rientrò dopo molti anni (chi dice cinquanta, ma anche solo due) trovando la villa abitata dagli eredi che, certi della morte, si erano divisi la sostanza; nel Castello di Udine è conservato un quadro con il suo ritratto.

Per successione ereditaria la villa passò poi ai Conti Savorgnan di Brazzà e, nel 1938, fu acquistata dal Marchese Paolo Tacoli, padre di Federico (v. Il borgo > Persone) e nonno dell'attuale proprietaria Anna Tacoli Miotti. Degno di nota il fatto che la bisnonna materna di Anna era della famiglia Ottelio.

Il pluridecorato Generale di Divisione Paolo Tacoli, da giovane ufficiale durante la Grande Guerra, aveva partecipato ai combattimenti sul fronte dell’Isonzo, rimanendo ferito sul Monte Santo. Era stato inoltre Comandante della Scuola di Cavalleria a Pinerolo.

La famiglia Tacoli di Reggio è tra le più antiche dell’Emilia, documentata dal 1096, con Bonitacchia, detto Bonvicino della Tacola, Cacciaguerra e Oliviero de’ Tacoli. Achille Tacoli, Arcidiacono della Chiesa di Reggio, fondò la chiesa dedicata a San Giacomo Maggiore tra il 1141 e il 1146.

I Tacoli, nell’alveo di una politica post-matildica (v. Matilde di Canossa, una delle figure più importanti dell’epoca medievale europea) e dalla parte della Chiesa, presero parte attiva alla nascita e formazione del Comune di Reggio, e diedero alla patria consoli, difensori del popolo, anziani, sapienti, consiglieri e priori, sostenendo ambascerie ed uffici pubblici.

Più volte, nei secoli XIII e XIV, li troviamo tra i riformatori e compilatori del patrio statuto di Reggio Emilia. Ressero podesterie e capitanati del popolo a Ferrara, Bologna, Lucca, Bergamo, Parma, Cremona e altrove.

Particolare menzione meritano: Francesco che nel 1176 combatté con la Lega Lombarda contro l’Imperatore del Sacro Romano Impero Federico I Hohenstaufen, noto come Federico Barbarossa; Gherardo, Principe Vescovo di Belluno che, per difendere le terre della sua diocesi dai Trevigiani, cadde in combattimento nel 1197; Pagano, professore di leggi a Treviso nel 1313; Alessandra, vissuta nel XV secolo, la cui figlia Daria diventerà madre di Ludovico Ariosto, autore dell’Orlando Furioso; Achille, al servizio del Duca di Modena nel 1700, che assunse la carica di Governatore di Mirandola ed ottenne per la famiglia il feudo di San Possidonio, con il rango di marchesato.